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titolo: la montagna per tutti
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BRIC DEL FRATE
Parete Nord-Est Settore Sinistro


Informazioni, foto e disegni forniti da Renato Berruti (agosto 2021)

UN PO' DI STORIA: Questo settore è giustamente noto per le 4 vie storiche aperte da Savio e Berland (Pilastro Ivana) nel 1976, da Parodi, Coppo (Diedro Peloso,via degli Apprendisti e Lo Scorpione) nel 1979 e sempre da Parodi con Clerici (diretta dei Cogoletesi) sempre nel 1979. Personalmente arrivai a visionare questo settore tra il 2010 e il 2012 e vi aprii gli itinerari dal n° 19 al n° 23. Abbandonai momentaneamente il settore per dar vita alle vie tracciate all'Aquila (settore già inserito nelle guide) e al settore, sempre al Frate ma poco più a sinistra, dove sono nati 6 itinerari già relazionati e all'interno delle guide di Finale.

LAVORI ATTUALI: I lavori sono iniziati all'incirca nell'inverno 2017 e sono stati ultimati da poco tempo. Tutte e 25 le vie, ad esclusione delle prime 3 e delle 5 vie storiche, che sono comunque state richiodate rispettando la chiodatura pre-esistente lasciando sovente, se in ottimo stato, anche alcuni vecchi chiodi, sono state tracciate e resinate da Renato Berruti sovente affiancato dal nipote Luca Bonandin. L'itinerario n° 19 (Pilastro Elsa) ha visto nascere la sua naturale prosecuzione verso il basso solo in tempi più recenti, giungendo così alla base della falesia. Abbiamo dovuto svolgere una grande opera di pulizia e di disgaggio mettendo in sicurezza il più possibile la falesia, ciò nonostante consiglio di affrontare le vie dotati sempre di casco da arrampicata onde evitare sempre possibili cadute accidentali di pietre e ricordo che lo sport dell'arrampicata è comunque rischioso e chiunque si avvicini a questa disciplina lo fa a suo rischio e pericolo.

AVVICINAMENTO: La parete del Bric del Frate era già descritta nelle vecchie guide degli anni '80/'90; in tutti i casi vale il medesimo sentiero per arrivare alla "Caffettiera" e alla "falesia dell'Aquila". Dall'uscita dell'autostrada di Feglino scendere in direzione Finale; prima del bivio per Orco un grosso capannone sulla destra, visibile dalla strada, indica il ponte da attraversare per portarsi all'inizio della sterrata che porta alla falesia. Ovviamente, provenendo da Finalborgo, bisogna risalire la strada che porta a Feglino e subito dopo il bivio per Orco, che ci si lascia sulla destra, il capannone industriale citato prima ci indica che bisogna attraver sare il ponte e portarsi all'inizio della sterrata. Si consiglia di lasciare l'auto sulla provinciale. Seguire la sterrata per poco meno di 20 minuti fino al 2° tornante da dove, prendendo un sentiero dapprima largo, poi via via più stretto si giunge in vista delle propaggini est del Bric del Frate. A questo punto il sentiero, salito un piccolo salto descrive un tornantino dal quale in direzione nord-ovest parte un sentiero che, tenendo la sinistra, diventa dopo poco impervio per salire su un pulpito (estese tracce di escrementi di capre) proprio sotto la grande parete del Bric del Frate.

MATERIALI USATI: Si è fatto ricorso su tutte le vie, ad eccezione delle vie dalla 19 alla 23 (Raumer da 10), a materiali sezione 12 lunghezza 14 cm., occhiello grande, filettati a spirale distanziata e resinati con bicomponente di alta qualità. Tutti i materiali sono gentilmente offerti da Renato Berruti.

SOSTE: Si è usato sempre la catena su 2 ancoraggi con false maglie e maillont di calata, sempre materiale di prim'ordine e di grandi dimensioni.

CHIODATURA: La chiodatura è ragionevolmente vicina ma mai "asfissiante" con una media di 1,80/2,00 metri di distanza tra 1 resinato e l'altro e con resinati più ravvicinati nei passaggi più difficili. Sui tratti semplici (abbattuti e sotto il 5a oppure sui tratti di collegamento) la chiodatura può essere poco più distante.
Solo su 3 delle vie storiche di Parodi (Cogoletesi, Apprendisti e Scorpione) la chiodatura è leggermente più lunga per espressa volontà di Andrea Parodi stesso.

DIFFICOLTA' MEDIA: Questa zona della parete del Bric del Frate si presenta sempre molto verticale, solcata da fessure e diedri che si alternano a placche e muri. La caratteristica subito visibile anche da lontano è che nella sezione alta presenta, in diversi punti, un'arrampicata atletica e leggermente strapiombante. E' sicuramente una falesia per climber di media esperienza e capacità poiché presenta una maggioranza di vie e di tiri al di sopra del 6a. La sensazione che la falesia trasmette ad un primo approccio è di avere caratteristiche un po' "montagnine".

LUNGHEZZA DELLE VIE: Tutte e 25 le vie attuali, a parte la 13, la 20 e la 21 che sono di 1 tiro, risultano di 2 o 3 tiri. Le vie più lunghe misurano dai 70 ai 75 metri, con l'eccezione de "Lo Scorpione" che ne misura 90. I 3 monotiri misurano in media 35 metri. La 5 e la 15 sono delle varianti e quindi sono brevi e non oltre i 14 mt.
Tutte le vie sono percorribili tranquillamente con una corda da 70 mt. Può comunque bastare anche 1 corda da 60 mt. ma allora la 13, la 20 e la 21 non è consigliabile percorrerle

MATERIALE OCCORRENTE: Si consiglia di utilizzare corde da 70 metri. Sono necessari 15/16 rinvii, le vie sono tutte attrezzate in modo corretto ma consiglio di portare sempre con sé qualche cordino. Comunque una piccola dotazione di nut è sempre consigliabile.

NOTE: L'ultima via "Salviamo le Api" non è descritta in quanto non ho avuto il tempo per salirla, quindi lascio a chi la salirà la valutazione e attendo commenti dai salitori. La via è perfettamente chiodata.


1 - GIANNI BERTA 54m - L1. 6b L2. 5c - Vedere relazioni precedenti

2 - SONIA - 50m - L1 7a - L2 7a - Vedere relazioni precedenti

3 - ALTA FEDELTA' - 50m - L1 ? - L2 ? - Vedere relazioni precedenti

4 - PILASTRO IVANA (Via storica) - 60m - L1 6b/A1 - L2 6a+ - L3 6a+ -
L1. attacca subito a sx. della 5 e della 6 e dopo facile ascensione a sx. affronta direttamente la sezione strapiombante con un arrampicata tecnica e dura per poi uscire su terreno più facile in sosta.
L2. supera uno strapiombo per poi inserirsi in una zona più facile fino ad una sosta che volendo si può anche ignorare.
L3. A questo punto, prendendo il diedro/fessura di dx., si sale con arrampicata faticosa e con andamnento vesro dx. fino all'uscita su un terreno facile che porta alla sosta

5 - VARIANTE BIRO - 14m - 6a - attacca subito a sx del Diedro Peloso e, attraverso una evidente fessura da affrontare in Dulfer, a questo si ricongiunge dopo poco meno di 15 metri

6 - DIEDRO PELOSO (Via storica) - 65m - L1 5b - L2 6a+ -
L1. attacca subito a sinistra di "Luisa" e percorre una sezione non difficile per poi giungere in sosta.
L2. affronta direttamente con scalata tecnica il grande diedro soprastante

7 - LUISA E LA SCALETTA - 65m - L1. 6a+ - L2. 6a - L3. 5b
L1. attacca su un piccolo strapiombo, poi diedrino cui segue un muro verticale tecnico.
L2. prosegue con bella scalata su muro verticale non difficile.
L3. dopo un piccolo strapiombetto non difficile chiude con facile arrampicata su muro fessurato

8 - VIA DEGLI ALBISOLESI - 68m - L1. 5c - L2. 6a - L3. 6b
L1. attacca su un muretto giallastro ma dopo 8 mt. sale direttamente lo strapiombo, poi facile placca.
L2. prosegue su muro e piccoli strapiombi facili con bella e varia arrampicata.
L3. chiude con uno strapiombo difficoltoso che prosegue su un muro verticale tecnico.

9 - DIRETTA DEI COGOLETESI (via storica) - 40m - L1. 6a - L2. 6a+/A1
L1. dalla 1° sosta degli "Apprendisti" dopo pochi metri si traversa a sx per prendere un muro dapprima molto appigliato, poi più tecnico.
L2. affronta direttamente il faticoso e tecnico strapiombo soprastante la sosta, per proseguire su difficoltà sostenute

10 - VIA DEGLI APPRENDISTI (via storica) - 75mL1. 5c/6a - L2. 5c - L3. 6b
L1. attacca in comune con la 8 ma prosegue in diagonale ancora per 4/5 metri; prima della sosta dello "Scorpione" sale verticalmente con interessante arrampicata in fessura.
L2. prosegue verticalmente seguendo una fessura ad arco per poi giungere in sosta dentro una piccola grotta
L3. si innalza verso destra e va a prendere una fessura strapiombante da cui, con arrampicata atletica, si giunge in sosta

11 - LO SCORPIONE (via storica) - 90 - L1. 5c/6a - L2. 5b - L3. 6a
L1. attacca in comune con la 8, prosegue in diagonale sul facile fino alla evidente sosta.
L2. prosegue con arrampicata in traverso a tratti complessa, fino a che la via si raddrizza e per un sistema di placche facili e muretti giunge in sosta.
L3. affronta l'evidente diedro atletico soprastante la sosta e, al termine, piega a dx portandosi in prossimità di un diedro che si sale per 7/8 metri dal quale si esce un pò a sx sullo spigolo, per poi raggiungere la sosta..

12 - VIA DEGLI STRAPIOMBI - 70m - L1. 5b - L2. 6b - L3. 5c/A1
L1. la via attacca dietro una piccola quinta rocciosa, e sale facilmente fino alla 1° sosta dello "Scorpione"
L2. dalla sosta su direttamente per uno strapiombo tecnico e una placca sostenuta, poi muro più facile
L3. dalla sosta 2 degli "Apprendisti", si sposta tutta a sx e in atletica traversata giunge ad una sezione difficile un pò strapiombante per poi portarsi a dx in traversata sotto uno strapiombo che si affronta dove è più facile.

13 - MËZA BELINN-A - 35m - 6a+
L1. attacca tra la 12 e la 14 e con arrampicata non difficile si porta ad incrociare la via "Lo Scorpione". Punta leggermente a sx per raggiungere una fessura strapiombante sormontata da un buco evidente, si sale direttamente con bella e tecnica arrampicata su placca le cui difficoltà diminuiscono salendo, fino alla sosta..

14 - DIRETTA BERRUTI BONANDIN - 70m - L1. 6a+ - L2. 6b/A1
L1. attacca subito a dx della 13 e con arrampicata non difficile si porta ad incrociare la via "Lo Scorpione" per poi proseguire su placca a buchi piuttosto delicata ed infine su muro non difficile fino in sosta
L2. prosegue fno alla cengia erbosa per poi attaccare una sezione strapiombante che con arrampicata dura e continua porta ad uscire sulle facili placchette sommitali.

15 - VARIANTE BERRUTI - 14m - L1. 6a
L1. dal punto in cui la via "Lo Scorpione" porta a dx, dopo l'iniziale diedro atletico del 3° tiro, bisogna salire dritti per una parete molto verticale con bella arrampicata, un po' faticosa ma remunerativa. .

16 - LA PICCOLA SVEVA - 70m - L1. 6a+ - L2. 6a
L1. attacca 8/9 metri a dx della 16 e per quasi tutto il tiro affronta un terreno a salti interrotto da cengie ed un pò discontinuo proseguendo centralmente su bella placca, incrocia la 16 sul traverso e guadagna la sosta.
L2. Si sale direttamente puntando ad un albero dal grosso fusto, poi su una fessura che via via si stringe fino ad obbligare di salire sulla dx. Poi dritti con bella e non facile arrampicata fino in sosta.

17 - ENEA IL GUERRIERO - 68m - L1. 5c - L2. 6a+
L1. attacca 8/9 metri a dx della 16 e per quasi tutto il tiro affronta un terreno a salti interrotto da cengie ed un pò discontinuo proseguendo centralmente su bella placca, incrocia la 16 sul traverso e guadagna la sosta.
L2. Si sale direttamente puntando ad un albero dal grosso fusto, poi su una fessura che via via si stringe fino ad obbligare di salire sulla dx. Poi dritti con bella e non facile arrampicata fino in sosta.

18 - GLI EROI DEL 5° - 68m - L1. 5c/6a - L2. 6a
L1. attacca a sx di una zona con arbusti, traversa sulla dx fino ad una cengia, affronta un vago diedro per proseguire su un piccolo strapiombo facile, infine un muro fessurato porta in sosta in comune con la 16.
L2. Si sale diritti lungo un muro articolato e si guadagna una quinta rocciosa che si sale sulla dx. Tenendo la dx si prosegue su bella placca lavorata e fessurata dritti fino alla sosta con passo un pò più difficile in uscita.

19 - PILASTRO ELSA - 70m - L1. 6a+ - L2. 6b/A1 - L3. 5c
L1. attacca subito a dx. della precedente, sale il muro iniziale e poi con un andamento verso dx sale prima una fessura faticosa giungendo ad una cengia, poi un secondo salto tecnico e strapiombante fino in sosta.
L2. Si sale su un muro lavorato, poi traversando a dx ci si porta dove il pilastro è più evidente e lo si sale sfruttando un superficiale sistema di fessurine che con dura arrampicata portano in sosta
L3. Si sale direttamente tenendo un pò la dx e con arrampicata tecnica ma non difficile si guadagna la sosta.

20 - MARCOLINO - 32m - 5c/6a
L1. attacca nella parte sx di questa cengia caratterizzata dal masso su cui è piazzata la sosta 1 della 19. Sale dapprima uno strapiombetto per poi proseguire su bel muro con un passo in uscita su un piccolo tettino.

21 - RISCALDAMENTO GLOBALE - 35m - 6b
attacca 4 metri a dx. della precedente e su roccia articolata guadagna una vaga cengia, si porta alla base di una fessura che poi diventa diedro e con arrampicata tecnica sale fino alla sosta.

22 - DIAGO - 28m - L1 6b - L2 5b
L1. dalla 1° sosta di "Elixir" spostarsi a sx. per muro tecnico fino a guadagnare una fessura tecnica che porta, con bella arrampicata in sosta.
L2. spostarsi un pò a sx. e con facile ma atletica arrampicata portarsi sotto una quinta staccata che si supera con bella arrampicata.

23 - ELIXIR DULFERIENNE - 36m - L1 6a - L2 6a
L1. per facile arrampicata ci si porta presso una nicchia che si sale con andamento a sx. fino alla sosta
L2. dalla sosta si sale diritti fino a guadagnare la fessura che si affronta in bello stile alla dulfer. Terminata la fessura (porre attenzione ad una lama incastrata solida) si prosegue un poco a sx. per poi inserirsi in una sezione che con atletica ma non difficile arrampicata porta in cima.

24 - EUNIKE - 40m - L1 5c - L2 6a+
L1. attacca subito a dx. della precedente e punta con decisione ad una zona di rocce rossastre strapiombanti che supera con andamento a dx. e con facile ma atletica arrampicata.
L2. Dalla sosta si punta verso un grosso albero di fico rimanendone a sinistra con arrampicata dapprima su placca tecnica, poi su una sequenza di muri leggermente strapiombanti e abbastanza tecnici, fino ad uscire su una sezione più facile che porta in sosta.

25 - SALVIAMO LE API - 40m - L1 ... - L2 ...
Via non ancora ripetuta, seppure perfettamente chiodata. Vedi nota di Berruti





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