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METEOROLOGIA
Il foehn e lo stau
Come già detto in merito all'inversione termica, l'aria riscaldata dal suolo tende a salire di quota in quanto più leggera. Ma accade anche che forti venti spingano l'aria ai piedi di una catena montuosa: trovando l'ostacolo l'aria sale di quota, sempre con la spinta del vento.
Ora, se l'aria interessata è molto secca, non si avranno formazioni di nubi; per contro si registrerà un forte abbassamento della temperatura in quota. Viceversa, in presenza di aria umida, si ha la formazione di nubi e di piogge consistenti. Ma vediamo nel dettaglio cosa succede.
Abbiamo detto che l'aria sale di quota sotto la spinta del vento: è un moto forzato e veloce che causa una rapida condensazione dell'umidità per effetto della repentina diminuzione della temperatura. Quindi, nel versante esposto al vento, si avranno delle precipitazioni di carattere intenso anche se non violente (effetto stau). A questo punto, l'aria che supera la sommità del monte, è praticamente priva del suo originario contenuto di umidità; ma si tratta di aria fredda che tende a precipitare verso valle. Perdendo quota tende a riscaldarsi: in pratica si comprime a causa della pressione atmosferica, aumenta la sua temperatura ma non è soggetta a scambi di energia termica con l'ambiente circostante. Il fenomeno si chiama "riscaldamento adiabatico": come se ci fosse una bolla di sapone nella quale aumenta la temperatura al suo interno ma non all'esterno della stessa. A valle arriva quindi una massa di aria calda che genera l'effetto foehn. Questo fenomeno è riconoscibile quando si notano delle masse nuvolose addossate ai rilievi montuosi ma che non superano il versante
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